Per dormire bene ci vuole stoffa!

Dormire come bambini. È la tipica espressione che descrive un sonno piacevole, riposante, interrotto e veramente rigenerante.

Purtroppo come indica la frase la capacità o la possibilità di goderne con continuità è limitata alla prima parte della nostra vita. Crescendo, le preoccupazioni della vita da adulto, le sue dinamiche, i ritmi stressanti compromettono immancabilmente questo piacere. Da grandi si dorme meno e si dorme peggio. Ci sono anche delle ragioni fisiologiche sotto: il corpo di una persona già avanti nell'età non consuma la stessa energia un fisico che deve crescere e svilupparsi, trascorrendo la maggior parte della sua giornata in attività dispendiose dal punto di vista energetico. Quindi ha bisogno di minor tempo per ricaricare la batteria.

Tralasciando i due estremi dell’ infanzia e della maturità, vogliamo concentrarci sulla fase centrale della vita, quella da adulti quando, pur essendoci  ancora bisogno di un buon numero di ore per notte, diventa difficile soddisfare quest’esigenza.

Come abbiamo appena detto le ragioni possono essere tante e diverse: i ritmi frenetici, il lavoro i suoi orari, lo stress, il bisogno di fare moltissime cose in pochissimo tempo, le nostre passioni. A volte anche una dieta squilibrata ci mette lo zampino.

In una situazione complicata da così tante variabili, spesso molto difficili da gestire, diventa ancor più importante concentrarsi su quelle piccole attenzioni che possono aiutare a migliorare la qualità del sonno.

Dimmi che tessuto preferisci e ti dirò come dormi

Una di queste, quella a cui forse meno spesso si pensa, è la scelta del pigiama e della stoffa con cui è fatto.

Per chi non abbia mai pensato alla correlazione tra buon sonno e la qualità di ciò che si indossa a letto è giunto il momento di affrontare questa riflessione.

Posto che per un sonno ottimale la temperatura in camera non dovrebbe mai superare i 18/20 °, occorre considerare il ruolo che la stoffa del nostro pigiama gioca nel processo di termoregolazione.

Vediamo quali sono le differenze

  • Il cotone è perfetto per i mesi più caldi, quelli estivi e primaverili, perché permette la corretta traspirazione sotto le coperte, non irrita la pelle e trasmette una morbida e piacevole sensazione di benessere. Tuttavia, non ha grandi capacità isolanti, quindi, è meglio non usarlo durante i periodi più freddi a meno di non essere particolarmente “calorosi”.

 

  • Piuttosto è meglio preferire la seta che, oltre a creare una carezzevole sensazione di piacere sulla pelle, ha anche delle forti capacità di termoregolazione ed è quindi in grado di tenere caldo anche quando le temperature si abbassano.

 

  • Se pregi del cotone come tessuto da indossare sono già noti, una sorpresa arriva invece dalla flanella di lana. Una ricerca condotta dall’università di Sydney ha dimostrato che un pigiama in flanella permette di addormentarsi meglio e con maggior rapidità. questo effetto è dovuto alla grande capacità della lana di preservare il corpo a una temperatura ideale. Una conferma di questo può arrivare, ad esempio, dalla constatazione che gli abiti tradizionali dei Tuareg sono di lana. Sembra incredibile che una popolazione che ha fatto del nomadismo nelle regioni più interne del deserto del Sahara la sua condizione di vita possa resistere alle sue temperature impensabili avvolgendosi con un tessuto noto per la capacità di generare e mantenere il calore. Il segreto degli uomini blu risiede precisamente nella scelta della lana e delle sue forti capacità isolanti.

 

  • Il pile, al contrario, non è indicato per favorire un buon sonno. Anche se al tatto può dare una sensazione veramente confortevole perché risulta morbido e avvolgente, si tratta di un materiale sintetico che non permette al corpo di traspirare innalzandone la temperatura in poco tempo e portando a spiacevoli – quando non nocivi – bagni di sudore che rischiano di svegliarci nel cuore della notte per il disagio provocato.

 

  • Ci sono poi i pigiami fatti con materiali innovativi e poco conosciuti come il bambù. oltre a risultare molto morbido, sembra che il tessuto ricavato dalle fibre di questa pianta abbia anche dalle forti proprietà antibatteriche ed è per questo che è usato anche per una particolare tipologia di pannolini lavabili.

 

Oltre alla scelta del tessuto, che rimane estremamente personale, ci sono poi alcune attenzioni da seguire che valgono per tutti: il pigiama deve essere lavato con frequenza, almeno una volta la settimana, evitando il proliferare di batteri, e deve essere comodo, naturalmente. Non c'è peggior sensazione di quella di un pigiama troppo stretto che ci costringe mentre dormiamo o di uno troppo largo che si arrotola attorno alle gambe o al corpo.

I pigiami Olimpia 1960 sono fabbricati con tessuti di altissima qualità. Rigorosamente Made in Italy, per assicurare a chi li indossa un sonno da bambini, in qualunque momento della vita.

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